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Cook the mountain: in montagna le ricette dell'Alto Adige

Dopo anni di lavorazione, dal 27 al 29 giugno, il progetto Cook the Mountain si è presentato ufficialmente.

L’Alta Badia, il cuore delle Dolomiti, dal 27 al 29 giugno è diventata luogo privilegiato di confronto, scambi di idee e visionarie elaborazioni culinarie. Presso il Rifugio Scotoni, giornalisti, cuochi, opinion leader sono stati invitati ad esprimersi, ognuno nel suo campo di competenza, riguardo al rivoluzionario progetto di Cook the Mountain.

 

Cook the Mountain nasce dalla geniale intuizione di Norbert Niederkofler, chef stellato del ristorante St. Hubertus, insieme a Hugo Pizzinini, titolare dell’Hotel & Spa Rosa Alpina in cui è situato il St. Hubertus, i quali, dopo una riflessione sul senso del lavoro del cuoco, legato alla terra, ai suoi tempi, ai suoi prodotti, hanno deciso di invertire quella tendenza che spingeva a proporre i “piatti forti” tutto l’anno. Un’arte culinaria che sceglie dunque di assecondare le stagioni e dare voce a quelle differenze, anche culturali, che caratterizzano l’Alto Adige e più in generale, tutti i popoli di montagna.

 

L’idea di Norbert trova il pieno supporto strategico di Paolo Ferretti, titolare dell’agenzia di comunicazione hmc e appassionato di “cultura e culture”. Presto si è intuito che il progetto ha delle implicazioni che vanno oltre la gastronomia: rispetto del lavoro dei contadini, rispetto della biodiversità con la scelta di tecniche appropriate di coltivazione, approccio del “vivere lento” seguendo le stagionalità. Una base per poter ripensare non solo quali dovrebbero essere i nostri gesti quotidiani ma anche quelli dell’intero pianeta. Un nuovo modello, dunque, di sviluppo economico-sociale-culturale che esplora i vari aspetti della complicità che lega produzione, prodotto, territorio e consumo, una nuova filosofia della cucina di montagna internazionale.

 

Circondati dall’incantevole paesaggio delle Dolomiti a quota 2040 m, ospiti e intervenuti hanno assistito alla presentazione ufficiale del progetto, originali show cooking con chef di fama internazionale e attività di think tank per analizzare valori e obiettivi del progetto stesso.

Ma chi sono state le “stelle” dei fornelli che presenzieranno all’evento? L’Italia è stata ben rappresentata da Eleonora Cunaccia (Primitivizia – Trento), Alfio Ghezzi (Locanda Margon – Trento), Giancarlo Morelli (Pomiroeu – Seregno), Roland Trettl e ovviamente la mente del progetto Norbert Niederkofler. Altri territori montani europei sono stati illustrati dallo spagnolo Josean Alija (Nerua Guggenheim – Bilbao) e dalla slovena Ana Ros (Hisa Franko – Kobarid). Infine anche le Ande sudamericane hanno avuto i loro ambasciatori in Rodolfo Guzman (Boragó – Santiago del Cile) e Virgilio Martinez (Central – Lima).

 

L’importanza del progetto, che vedrà il proprio culmine durante il periodo di  con un ristorante permanente presso lo show room Boffi a Milano, è testimoniata anche dai partner che hanno creduto fortemente in Cook the Mountain e che nel corso di questi mesi preparativi ne hanno sposato la causa.


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