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Comprar vino e divertirsi? In osteria!

Per un’osteria che si possa definire tale: il 50% è rappresentato dalla figura dell’Oste, l’altra metà si divide tra proposte enologiche e proposte culinarie
Una forma di aggregazione e convivio che, al Nord soprattutto, è stata scalzata e sostituita dalle enoteche chic in cui si bada più all’abbellimento estetico del locale, al design raffinato, alle divise coordinate, piuttosto che all’accoglienza calorosa degli avventori. Le insegne “Osteria” o “Hostaria” compaiono ormai di rado e quel che più dispiace è la perdita di una figura professionale davvero interessante, fondamentale per l’esistenza stessa dell’Osteria: il padrone di casa, ovvero l’Oste. Ma chi è questo personaggio, tanto amato dai nostalgici cantautori italiani - ad esempio Guccini nella sua “Canzone delle osterie di fuori porta” - e presente in tanti racconti, a partire da Pinocchio? L’abbiamo chiesto a chi lo fa per professione e per passione da anni, all’Osteria Vigna del Mar a Monopoli: Luciano Lombardi.

Schietto e sincero, l’Oste Lombardi possiede la formula magica di un’osteria che si possa definire tale: il 50% è rappresentato dalla figura dell’Oste, l’altra metà si divide tra proposte enologiche e proposte culinarie. Ma l’oste non è solo un sommelier o un cameriere, egli è un intrattenitore: senza paragonarlo a un giullare di corte, l’oste, oltre a possedere una buona competenza professionale e conoscenza del prodotto che propone, deve saper mettere a proprio agio il cliente. Il servizio e l’atmosfera sono “meno ingessati”, data la figura pasticciona del padrone di casa; oste probabilmente si nasce, poiché la predisposizione al dialogo e il saper entrare in sintonia con le persone è una dote innata! Sicuramente bisogna poi assolvere tutti i compiti da professionista e, dunque, anche l’esperienza è importante. L’Osteria Vigna del Mar è un luogo del libero pensiero, condiviso da variegate tipologie di persone legate dal fil rouge della passione per il vino italiano e estero e, qui, anche per la birra artigianale. Nell’osteria italiana si va per mangiare pochi piatti, ricette inventate e fresche che suggeriscono sapori e gusti imprigionati nello scrigno della memoria, ci si reca per provare etichette consigliate da un esperto - l’oste - e per stare in compagnia e divertirsi (con-vivio), proprio come accade a casa di amici. Infine, citando Luciano Lombardi: “L’oste gode del dogma dell’infallibilità dentro la propria osteria”...beh, come contraddire il padrone di casa? www.vignadelmar.it
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